lunedì 28 febbraio 2011

Gli utilizzi della sabbiatura nel settore ciclo

La sabbiatura è un processo di finitura meccanica delle superfici metalliche o non metalliche mediante lancio di sabbia a velocità sufficiente da produrre una forte azione abrasiva di pulitura. La sabbia, lanciata contro il pezzo da aria compressa, agisce per scalfittura e per penetrazione. Generalmente per intervenire su un prodotto viene utilizzata sabbia silicia (esclusa quella di mare) con cristalli ad angoli vivi.

Per quanto riguarda il settore del ciclo, la sabbiatura è il metodo più valido per preparare una superficie metallica alla verniciatura o all’applicazione di uno strato protettivo contro la corrosione.

Ultimamente, tale processo viene utilizzato anche per intervenire sull’aspetto estetico di alcuni prodotti, per realizzare disegni oppure, più semplicemente, per scrivere il nome del costruttore del telaio, come, ad esempio, nel caso del telaio Aeternum di Viner.

Indicazioni per la manutenzione
Vediamo di seguito alcuni suggerimenti da prendere in considerazione nella manutenzione di un telaio realizzato con il metodo della sabbiatura:
- non lavarlo con idropulitrice
- utilizzare saponi neutri
- non usare sgrassanti corrosivi

Fonte: Bicitech

giovedì 24 febbraio 2011

Pulizia del carbonio 2: cosa fare dopo la fase di sgrassatura

Dopo aver provveduto alla pulizia di una bici in carbonio, inizia una seconda fase che è quella della lubrificazione. Vediamo di seguito i consigli di Giuseppe Righi, meccanico presso il Team Pro Carmiooro-NGC.

1. Iniziamo con la lubrificazione della catena.
Nota: Nel caso di catene ad 11 velocità, utilizzare un olio specifico, che non deve essere né troppo aggressivo, né troppo liquido o denso.

2. La stessa cura va prestata per le rotelline del cambio che vanno oliate per garantirne il perfetto scorrimento.

3. Passate poi agli snodi del cambio e del deragliatore.
Nota: In questo caso va ricordato che l’olio non deve colare, va dato con parsimonia ed asciugato con lo straccio.

4. Passate poi alle leve: oliate gli ingranaggi interni, il cavo cambio e il nottolino di scorrimento del cavo freno.

5. A questo punto, assicuratevi del buon funzionamento di tutti i componenti e quindi passate alle ruote. In particolar modo controllate il corretto scorrimento dei mozzi e che non ci siano rumori o inceppi durante il movimento.

Adesso la bici è pronta per la prossima uscita!



Fonte: Bicitech

Pulizia del carbonio: sveliamo alcuni segreti

Come tutti sanno, il telaio in carbonio è costruito con particolari accorgimenti di incollaggio e sovrapposizione di strati, che ne determinano la struttura e la rigidità. Non tutti sanno però come trattarlo e preservarlo lucido nel tempo. Vediamo di seguito, le 5 fasi di pulizia di questo materiale, seguendo i consigli di Giuseppe Righi, meccanico presso il Team Pro Carmiooro-NGC.


1. Mettete la bicicletta su un apposito cavalletto e controllate che nelle parti di trazione (catena, pacco pignoni, ingranaggi anteriori, cambio e deragliatore) non vi siano elementi estranei.

2. Spruzzate o passate il liquido sgrassante su tutte le parti rotanti, rimuovendo con la spazzola grasso e sporco. A questo punto sciacquate le parti e - se non vi sembrano pulite - ripetete l’operazione.

3. Iniziate l’insaponatura di tutta la bici, prestando estrema attenzione anche ai punti più nascosti, così da eliminare tutte le impurità. Iniziate poi il risciacquo, controllando anche le parti rotanti. In caso di sporco residuo ripassatele con la spugna e risciacquate.

4. Ora iniziate l’asciugatura del telaio e dei componenti con lo straccio.
Nota: Per l’asciugatura, è consigliabile l’utilizzo di un compressore.

5. Se avete pulito bene il pacco pignoni, iniziate a insaponare le ruote: cerchio, raggi, mozzo, tubolare o copertoncino, dopodiché risciacquate ed asciugate con cura.


Fonte: Bicitech

Mobilità sostenibile: come ci sposteremo nel futuro?

In seguito al concorso Project 10^100, indetto da Google con l’obiettivo di trovare un’idea per cambiare il mondo, l’azienda di Mountain View ha stanziato 1 milione di dollari per aiutare la ricerca e lo sviluppo della tecnologia Shweeb.

Il progetto integra le proprietà della monorotaia a quelle delle biciclette reclinabili e consente gli spostamenti in città con il minimo della fatica.

Su questa monorotaia si viaggerà all’interno di una capsula trasparente in grado di tagliare l’aria con il minor attrito possibile.

martedì 22 febbraio 2011

Quali sono le cause di rottura di viti e filetti?

Tornando nuovamente all’inchiesta condotta dall’ing. Chichi - menzionata nella notizia precedente - pubblichiamo di seguito un elenco con le quattro principali cause di rottura delle viti:

1. La causa più ovvia e percentualmente più frequente è quella dovuta ad una chiusura delle viti con una coppia di serraggio superiore a quella prevista dalla casa costruttrice.

2. Una seconda causa è costituita dalla sostituzione delle viti con altre di resistenza inferiore. Il caso classico è la sostituzione delle viti in acciaio con nuove viti in ergal, sicuramente più leggere ma meno resistenti.

3. Un altro caso di rottura è dovuto alla sostituzione di una vite in acciaio con una analoga, ma con una classe di resistenza inferiore.

4. Per concludere, un’altra causa di rottura è la corrosione, che talvolta colpisce la parte della vite nascosta all’interno del componente: un inconveniente che può essere evitato ricordandosi di lubrificare leggermente la vite prima del suo serraggio.

Per ovviare a questi problemi, consigliamo nell’ordine di:
- Usare la chiave dinamometrica
- Non sostituire una vite in acciaio con una realizzata in alluminio, titanio o in un altro materiale
- Controllare sempre la classe di resistenza stampigliata sulla testa della vite
- Lubrificare il filetto prima del serraggio

Fonte: Bicitech

Duomo-area Expo 2015: andata e ritorno in bicicletta

Lunedì scorso si è tenuta, a palazzo Isimbardi, una conferenza stampa indetta dal Presidente della Provincia di Milano, on. Guido Podestà, e l’assessore alle Infrastrutture dell’Ente, Giovanni De Nicola, per annunciare l’apertura a fine anno di un cantiere per la realizzazione di una pista ciclabile, che collegherà Molino Dorino all’area dedicata all’Expo 2015.
L'opera costerà 6,5 milioni di euro e si snoderà lungo un tracciato di 6,5 chilometri con diramazioni per 1,4 chilometri. La pista ciclabile si attaccherà, una volta raggiunto il territorio comunale di Milano, al settimo "Raggio Verde" (Duomo-Molino Dorino) e sarà integrata con il sistema della metropolitana e delle ferrovie.
Va sottolineato, inoltre, il coinvolgimento del Centro Studi del Pim, in collaborazione con studenti e neolaureati della facoltà di Architettura del Politecnico di Milano e dell'Accademia di Brera, che hanno elaborato una proposta di arredo urbano pensata per valorizzare non solo l'opera stessa ma anche i luoghi attraversati.
Lungo il percorso verranno costruite panchine e fontanelle di design, aperte stazioni di bike sharing e posizionate sculture e installazioni artistiche. La più spettacolare sarà formata da alcune statue appoggiate sulle acque dell’Olona che riprodurranno le sagome di un gruppo di ciclisti.
Qualche mese fa in occasione di un’intervista, Giovanni De Nicola aveva anticipato a Bicitech questo ambizioso progetto, dichiarando: «Quest’opera pubblica, per la quale abbiamo già reperito i fondi, dovrà presentare il meglio del “made in Italy”, in linea con il progetto a cui Expo si ispira. Quindi non si tratterà solamente di un percorso, ma di una vetrina di “italianità”, un valore che vogliamo far percepire a chiunque la percorra: quindi momenti di cultura con l’esposizione di opere d’arte, nodi di interscambio con altre tipologie di mobilità, punti di ristoro».

lunedì 14 febbraio 2011

Giubbino catarifrangente: è giallo, non si abbina con niente, ma può salvarti la vita

Lo scorso ottobre è scattato l’obbligo per i ciclisti di indossare indumenti ad alta rifrangenza (giubbini catarifrangenti o bretelle) da mezz’ora dopo il tramonto a mezz’ora prima dell’alba sulle strade extraurbane, oltre che sempre nelle gallerie, comprese quelle urbane.
Anche noi, che siamo stampa specializzata e che ogni giorno ci impegniamo con i nostri strumenti a favore dell’intero comparto, siamo sensibili al tema della sicurezza dei ciclisti sulle strade.

Ed è proprio a loro che rivolgiamo il messaggio citato nel titolo. Alle associazioni che si occupano di sicurezza stradale e di ciclismo vorremmo invece dire di operare in stretta sinergia non solo fra di loro o con le istituzioni e la stampa, ma anche con i rivenditori stessi di biciclette e di prodotti rifrangenti, cercando di guardare tutti in una medesima direzione e a un obiettivo comune, cioè quello di un ricambio culturale volto a tutelare la sicurezza del ciclista.

Perché ogni piccola iniziativa può aiutare e col tempo può portare a grandi risultati. Infine ai negozianti, che sono forse l’anello della catena cui i ciclisti si affidano maggiormente, un messaggio riadattato dalle campagne antifumo: “Circolare sulle strade senza rendersi visibili nuoce ai ciclisti e a chi gli sta intorno. Digli di smettere!”

Abbigliamento: lo sapevate che la ceramica "fa bene" al ciclista?

Fra i vari materiali che le aziende produttrici di abbigliamento per ciclisti utilizzano per migliorare le prestazioni dei propri capi, oggi sicuramente la ceramica occupa un posto rilevante. Questo per gli innumerevoli benefici che questo materiale, integrato a fibre, filati e tessuti, offre a livello di sicurezza e di performance.

Calzini, pantaloncini, maglie, salopette... numerosi sono oggi i capi di abbigliamento per ciclismo che vedono all’interno dei propri tessuti, o di particolari inserti, la presenza della ceramica, nelle sue varie forme. La ragione è semplice: questo materiale, il cui impiego nei capi sportivi è relativamente recente, è in grado di apportare benefici notevoli all’atleta. Benefici che fondamentalmente si possono dividere in due tipologie: da un lato la protezione da abrasioni in caso di caduta attraverso l’impiego di inserti in ceramica su spalle e cosce, dall’altro l’apporto di benefici di vario tipo all’organismo (protezione dai raggi UV, coibenza termica, miglioramento della microcircolazione ecc) attraverso l’impiego di capi contenenti bioceramica a livello di fibre/filati o membrane.

Fonte: Bicitech

giovedì 10 febbraio 2011

Bici da strada: ecco perchè i manubri si spezzano

Ce lo dice l'ing. Francesco Chichi (progettista di 2EffeLab, azienda specializzata nello studio dei fenomeni di fatica, usura e corrosione) in un’indagine pubblicata sulla rivista Bicitech di questo mese. La ricerca, condotta su 72 casi di rottura di manubri bici da strada, ha messo in luce che l’attacco - specificatamente nella zona di serraggio delle viti – è il punto più critico di questo componente. Questa conclusione, piuttosto prevedibile, conduce in realtà ad una seconda considerazione: più della metà delle rotture è imputabile ad un errore umano, causato da un serraggio esagerato delle viti. Ovvio concludere raccomandando ai meccanici l’uso della chiave dinamometrica e il rispetto delle coppie di serraggio indicate dalle casa costruttrici.